San Marzano di San Giuseppe
Il comune di San Marzano di San Giuseppe (Shën Marcani e Shën Xhësepëtit) fu costruito da esuli albanesi in fuga dall’Albania e dalle proprie terre a causa dell’invasione turca dei Balcani. Riusciti a salvarsi dall’orda ottomana di fede musulmana, gli albanesi,si instaurarono in Puglia formando nuovi villaggi secondo le proprie esigenze, tradizioni, usi e costumi. Qui ricrearono la propria terra abbandonata, l’Albania, riuscendo a coltivare e a mantenere vitale lapropria identità,nell’aspetto linguistico e religioso. Gli esuli albanesi, gli arbëreshë, erano di fede ortodossa, e professavano le liturgie secondo le antiche preghiere cristiane orientali, come di tradizione in greco, ma anche in albanese.
Nel 1530 Re Carlo V investì del feudo un valoroso capitano albanese, Demetrio Capuzzimati, che aveva combattuto durante le lotte sostenute contro Francesco I di Francia. Il nuovo Barone di San Marzano ottenne che altre famiglie provenienti dall’Albania abitassero il casale che durante la sua signoria s’ingrandì sempre più divenendo in breve uno dei centri più fecondi di rito greco-ortodosso di tutta l’Albania Tarantina. Alla morte di Demetrio, il feudo venne ereditato dal figlio primogenito Cesare e, da costui, a Demetrio junior, nipote, dei precedente. Il rito bizantino si perse a San Marzano nel 1622, a causa delle pressioni della chiesa latina che spingeva e, infine, obbligò a sopprimere agli albanesi di Puglia l’antico rito portato gelosamente dai propri avi. Uno dei motivi che spinse queste popolazioni a lasciare l’Albania fu la ricerca della libertà religiosa (cristiana di rito orientale) e identitaria (albanese). La latinizzazione sfrenata e furente di San Marzano ha accelerato il processo di assimilazione e la scomparsa di un mondo ricco d’identità, usi, costumi e suggestioni balcaniche. Nel 1639 San Marzano venne così acquistato da Francesco Lopez y Royo, Duca di Taurisano, al quale, qualche anno dopo, succedette il figlio Diego. Morto costui, il feudo passò al suo primogenito Francesco, quindi a suo fratello Giuseppe, marito di Elena Castriota, discendente diretta di Giorgio Skanderberg. Nel 1755 San Marzano venne acquistato da Giuseppe Capece Castriota la cui famiglia continuò a possederlo sino alla fine del XVIII secolo. Nel settembre del 1866 fu aggiunto “San Giuseppe” al nome del comune, venerato protettore della cittadina. Dalla metà del Novecento l’identità albanese-arbëreshe di San Marzano è stata rivalutata e ripresa, sono nati gruppi folk, sono avviati corsi pubblici e privati di lingua albanese e la cultura d’origine è stata interessata da particolare interesse e attenzioni. Il comune di San Marzano ha iniziato un percorso caratterizzato da programmi e idee finalizzate alla fondamentale salvaguardia e rivalorizzazione della lingua e cultura arbereshe.
Nel 1530 Re Carlo V investì del feudo un valoroso capitano albanese, Demetrio Capuzzimati, che aveva combattuto durante le lotte sostenute contro Francesco I di Francia. Il nuovo Barone di San Marzano ottenne che altre famiglie provenienti dall’Albania abitassero il casale che durante la sua signoria s’ingrandì sempre più divenendo in breve uno dei centri più fecondi di rito greco-ortodosso di tutta l’Albania Tarantina. Alla morte di Demetrio, il feudo venne ereditato dal figlio primogenito Cesare e, da costui, a Demetrio junior, nipote, dei precedente. Il rito bizantino si perse a San Marzano nel 1622, a causa delle pressioni della chiesa latina che spingeva e, infine, obbligò a sopprimere agli albanesi di Puglia l’antico rito portato gelosamente dai propri avi. Uno dei motivi che spinse queste popolazioni a lasciare l’Albania fu la ricerca della libertà religiosa (cristiana di rito orientale) e identitaria (albanese). La latinizzazione sfrenata e furente di San Marzano ha accelerato il processo di assimilazione e la scomparsa di un mondo ricco d’identità, usi, costumi e suggestioni balcaniche. Nel 1639 San Marzano venne così acquistato da Francesco Lopez y Royo, Duca di Taurisano, al quale, qualche anno dopo, succedette il figlio Diego. Morto costui, il feudo passò al suo primogenito Francesco, quindi a suo fratello Giuseppe, marito di Elena Castriota, discendente diretta di Giorgio Skanderberg. Nel 1755 San Marzano venne acquistato da Giuseppe Capece Castriota la cui famiglia continuò a possederlo sino alla fine del XVIII secolo. Nel settembre del 1866 fu aggiunto “San Giuseppe” al nome del comune, venerato protettore della cittadina. Dalla metà del Novecento l’identità albanese-arbëreshe di San Marzano è stata rivalutata e ripresa, sono nati gruppi folk, sono avviati corsi pubblici e privati di lingua albanese e la cultura d’origine è stata interessata da particolare interesse e attenzioni. Il comune di San Marzano ha iniziato un percorso caratterizzato da programmi e idee finalizzate alla fondamentale salvaguardia e rivalorizzazione della lingua e cultura arbereshe.
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